DICONO DI ME

Articoli e riferimenti sulle mie attività

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Dr. LUIGI RUGGERIi (Studioso - Critico)

Conosco da tempo la sua Poesia che ho apprezzato e che considero un vero e proprio esempio di scrittura capace di simulare un pensiero attraverso la difficile rappresentazione di un’immagine poetica. Affronta pensieri, caratterizzati da una certa tensione emotiva che conduce chi si attardi a compiere questo cammino a placare la ricerca del “tutto” nella piena consapevolezza che l’amore, sopravvive grazie al “filo conduttore” di un viaggio obbligato nella sua circolarità; un movimento da un metaforico luogo da cui si sposta per “sempre tornare” alla Itaca della propria fanciullezza alle radici.
Dr. Luigi Ruggeri  (Studioso – Critico)
 

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Dott.ssa STEFANIA PELOSO (Giornalista)

Definire il Trapanese Giuseppe Vultaggio non è facile per via del turbinio di interessi che affollano la sua vita. Difficile certo, ma non impossibile. Passione, ecco il termine che potrebbe sintetizzare tutto l’operato di questo soggetto, in tutte le attività nella quale si estrinseca il suo eclettismo. Passione anche per la sua terra la Sicilia, che lo ha portato presto a dedicarsi, e con successo, allo scrivere anche e soprattutto in dialetto, la sua e la nostra lingua. Ma al di là degli innumerevoli premi vinti e delle pubblicazioni o recensioni ottenute anche fuori dal territorio siciliano è senz’altro nella semplicità dei gesti e delle parole, nella ordinaria quotidianità esistenziale, che Giuseppe Vultaggio sembra trovare la sua vera ispirazione artistica. 

Cantore di una terra e di una cultura troppo spesso bistrattata e vilipesa da attacchi gratuiti e privi di fondamenti oltre chè ideologici e culturali, grazie alle sue opere un pezzo della nostra terra viaggia al suo seguito fiero ambasciatore di una identità cultura secolare che il mondo letterario ci riconosce. Con la sua testardaggine artistica è riuscito nel breve volgere di poche anni a guadagnarsi la stima e l’affetto di un nutrito numero di lettori tanto in Sicilia quanto nel resto d’Italia, e ciò malgrado la scarsa attenzione che i media gli riservano e, bisogna pur dirlo, la quasi totale assenza di case editrici disposte ad investire su di lui ed il suo operato, almeno a livello locale. Lui però di tutto questo sembra non risentirne oltremodo, e caparbiamente và avanti per la sua strada non arrendendosi di fronte alle difficoltà anche economiche che gli si possono presentare davanti lungo il cammino. Certo è che nel panorama di scarsità culturale che attanaglia in nostro territorio anche dovuto soprattutto a motivi politico-economici, la sua figura si staglia solitaria sull’orizzonte culturale, novello Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento per la difesa della verità e della giustizia. 


Dr. NIC GIARAMITA (Studioso - Critico)

Pur avendo compiuto studi tecnici, ciò non faccia inorridire perché è in buona compagnia (oltre il sottoscritto) con Montale, Pirandello, Quasimodo e milioni di altri nel panorama della letteratura, sente fin da piccolo un’attrazione “fatale” verso la poesia ma che solo in un dato momento della sua vita prende piede e realizza…

 

Poeta “parsimonioso”, rifugge da voli pindarici, da scenografie immaginifiche, da formulazioni astratte cantando solo i fatti, gli accidenti, le miserie umane e le virtù emettendo sentenze quale “buon vecchio” dei tempi andati.

In ciò lo sorregge una grande fede alla quale dedica tutta la sua vita unitamente all’adorata sua consorte ed ai propri figli.

Perciò Poeta non plateale che enuncia valori irrinunciabili quali affetti, carità cristiana, amore profondo ed inconvertibile. E’ un naturalista.

Il suo verso non è raffinato ma possiede una buona armonia musicale.

Dal punto di vista stilistico, che si fa ben perdonare dai contenuti di alto livello socio-antropologico, si nota un cedere, spesso, allo ipermetro e ad una rima “coatta” mentre, in contrapposizione, notiamo un sapiente uso di ossimoro e rigetto.

Ritornando ai suoi contenuti potremmo sintetizzare gli stessi attraverso una famosa frase di Simenon: “La felicità è solo l’infelicità che sta dormendo” che vuole essere, per il Vultaggio, un monito al degenerante spazio-tempo epocale.

Nic Giaramita  Scrittore – Critico   

 

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